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La gemella sbagliata

Ok, non ho mai letto un libro così.

Tolta la premessa, che se non fosse chiaro era un punto a favore, vorrei dire a chi ha scritto la quarta di copertina che non è che sia proprio thriller questo libro eh… cioè fantastico, bellissimo, originale, da divorare assolutamente, un’analisi psicologica da paura, un grandissimo trip, ma il genere io lo definirei più drammatico che altro!

La creatrice di questo capolavoro è Ann Morgan, al suo debutto nella categoria romanzi, con “La gemella sbagliata

gemella sbagliata

Ora tu passeggi per la libreria, non sei lì per comprare un libro, è solo che fuori piove e tu non hai voglia di aprire l’ombrello. Poi i tuoi sensi percepiscono qualcosa, una copertina scura, un disegno infantile su un vetro, piove anche lì, decisamente in sintonia col momento, il titolo è perfetto, inquietante quanto basta e sai cosa c’è? Ti piace pure il nome dell’autrice, così per dare il colpo di grazia… Lo apri, ma già sai che la trama sarà solo la conferma del fatto che quel giorno alla fine nonostante i propositi comprerai un libro.

“Hai mai avuto paura di restare intrappolata nella vita di un’altra?
Helen ed Ellie sono gemelle. Identiche. Almeno così le vedono gli altri. Ma le due bambine sanno che non è così: Helen è la leader, Ellie la spalla. Helen decide, Ellie obbedisce. Helen pretende, Ellie accetta. Helen inventa i giochi, Ellie partecipa. Finché Helen ne inventa uno un po’ troppo pericoloso: scambiarsi le parti. Solo per un giorno. Dai vestiti alla pettinatura ai modi di fare. Ed ecco che Ellie, con la treccia di Helen, comincia a spadroneggiare, mentre Helen si finge la sottomessa e spaventata Ellie. È divertente, le due bambine ridono da matte. Ci cascano tutti, perfino la mamma. Ma, alla sera, quando il gioco dovrebbe essere finito, e Helen pretende di tornare a essere se stessa, Ellie per la prima volta dice di no. Ormai è lei la leader. E non tornerà indietro. Da questo momento, per la vera Helen comincia l’incubo… Un capolavoro di suspense e inquietudine, che riesce a raccontare in modo straordinario la discesa agli inferi della protagonista, nonché la facilità con cui si possono manipolare le persone e distorcere la realtà. Perché non tutto è come sembra, anche nelle migliori famiglie, e in quella di Helen ed Ellie ci sono molti più segreti di quanti le bambine stesse possano immaginare. Al punto che un gioco innocente, forse, non è mai stato solo un gioco.”

Ovviamente nella mia mente si aprono diversi scenari, dall’horror puro, ai più sorditi retroscena familiari. E invece l’autrice mi sorprende, mi trascina dentro a un casino inverosimile, ma reale, che in psicologia riassumeremmo in “Effetto pigmalione” o “profezia che si autorealizza”, se tutti pensano che tu sia in un certo modo tu in un modo o nell’altro lo sarai.

Anche la tecnica di scrittura è interessante, è la prima volta che mi capita, interi capitoli raccontati in seconda persona. Un punto di vista strano, mi ha disorientato praticamente all’inizio di ogni capitolo, difficile farci l’abitudine, ma offre una prospettiva nuova, assolutamente da provare. Inoltre scorre, scorre maledettamente, mannaggia a lui!

Insomma, leggetevelo sto libro che ne vale la pena, punto.

Alla prossima

Anima.

Link:
Ann Morgan
La gemella sbagliata su Feltrinelli

Incubo

Tre giorni.
E giusto perché c’è una vita da vivere là fuori.
Il mio primo grande amore, come già annunciato, è tornato alla ribalta con un nuovo romanzo e oserei dire che è tornato finalmente all’altezza di se stesso! Tre giorni, occupando tutti gli spazi di tempo possibili, perché non ci si può fermare.

Sto parlando di Wulf Dorn e il suo nuovo thriller si intitola Incubo.

incubo

Là fuori è pieno di lupi. I più pericolosi sono quelli che sembrano simpatici, innocenti.
E’ l’avvertimento che ci dà Jessica, compagna di reparto del nostro protagonista, Simon, e autrice del disegno che ci fissa dalla copertina. Ma i lupi non sono solo là fuori, sono anche nella nostra testa, lì possiamo incontrare nei nostri peggiori incubi. Questo lo apprenderà da solo Simon una volta uscito dalla clinica.

Ma per la serie “non è mai quello che sembra” molto altro lo dovremo capire da noi sfogliando, leggendo e divorando come lupi ogni singola pagina di questo nuovo romanzo, di cui vi riporto la trama:

“Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso. Ma da allora soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg.”

Come sempre tutti personaggi sono costruiti a regola d’arte e approfonditi in ogni loro sfumatura, con tutti i loro pregi, vizi e difetti, con la loro storia che li accompagna e il loro presente che li caratterizza. Questo, insieme con l’ormai noto ritmo incalzante alla Wulf Dorn, rende la lettura viva e piacevole, per quanto inquietante, per fortuna, sia.

Oh e poi a dirla tutta Wulf ci ha fatto anche un bell’omaggio nominando più volte località italiane nel corso della storia, ci vuole proprio bene, non c’è niente da fa’! Anzi per la cronaca verrà anche a farci visita, presentando Incubo al Salerno Letteratura Festival, al Festival “Dal Mississipi al Po'” di Piacenza e al Festival “Giallo Garda” di Brescia. I fortunati che si trovassero nelle vicinanze me lo salutassero e mi spedissero un autografo!

Buona lettura a tutti…

… e occhio ai lupi.

Anima.

Link:
Wulf Dorn sito ufficiale
Incubo, su Feltrinelli

Non è lui

Bentornati ai Libri dell’Anima, ma soprattutto ben tornata a me!
Mi scuso per la lunga assenza, ma sono passata per un lungo esame di stato e per due libri che non avevo alcuna voglia di raccomandarvi!

Per fortuna è arrivata in mio soccorso la valorosa Sophie Hannah, che finora non mi ha mai delusa! Non è lui il libro di cui parlo, cioè sì è lui, ma il titolo è “Non è lui“, ci siamo capiti no?

non è lui

Per la serie “c’ho capito tutto e invece non c’ho capito niente”, Sophie Hannah ci trasporta come suo solito negli oscuri meandri dei segreti di famiglia.
C’è chi ha gli scheletri nell’armadio e chi i morti nella vasca da bagno, ma fatto sta che nessuna famiglia è perfetta, tanto meno quelle che lo sembrano in tutto e per tutto!

E così meglio che vi lasci alla trama prima di spifferarvi più del dovuto:

“È sera. Sally Thorning ha appena messo a letto i bambini. Sta guardando la televisione con il marito quando all’improvviso riconosce un nome che non avrebbe più voluto sentire: Mark Bretherick. La notizia è dell’ultima ora. L’uomo ha appena perso la moglie e la figlia. Sono state trovate morte, si sospetta un omicidio-suicidio. Un brivido le percorre la schiena: Sally conosce Mark Bretherick. Quell’uomo è il suo unico segreto, l’unica macchia nella sua vita di moglie e madre perfetta. Con lui ha tradito, ma ha giurato a se stessa di non farlo mai più. Sullo schermo scorrono le foto della donna e della bambina, la voce fuori campo racconta i dettagli della vita di Mark. Tutto corrisponde, tranne l’aspetto. Sally è senza parole… quell’uomo dal viso stravolto non è Mark Bretherick. Ne è sicura: non è lui.”

Accanto ad una Sally Thorning indaffarata a capirci qualcosa, la nostra immancabile squadra composta da Simon, Charlie, Sam, l’omino di neve e così via! Indaffaratevi pure voi e vedete chi fa prima a risolvere il puzzle! Io lo ammetto, non ci sono riuscita, ma è pur vero che l’arte di ribaltare tutto nelle ultime pagine mette a dura prova i miei anni di lettura di thriller!

Buona lettura ai lettori…

Anima.

Link:
Sophie Hannah official site
Non è lui Feltrinelli

ps. Quasi dimenticavo… Lui, l’unico e inimitabile, il mio primo amore, insomma Wulf Dorn torna a maggio nelle nostre librerie con un nuovo thriller: Incubo. Per maggiori informazioni vi rimando al suo sito ufficiale: http://www.wulfdorn.net/offsite-2/Italiano/index.html

La terapia

Ne avremmo bisogno tutti, si sa.

No ok, anche questa volta l’articolo non ha affatto fini psicologici, volevo come sempre presentarvi semplicemente un libro. E’ stata per me una piacevole scoperta e, chissà, magari sarà anche un futuro affidabile fornitore di thriller psicologici per la sottoscritta!

Si tratta di Sebastian Fitzek e il libro che vi presento è “La terapia“.

la terapia

L’amico Fitz(tek) è un autore tedesco che pubblica in Italia dal 2007 e “La terapia” è il suo primo romanzo uscito qui da noi. Ovviamente tutto ciò non lo sapevo quando l’ho visto lì sullo scaffale della libreria, aveva semplicemente un nome che mi ispirava e che mi pareva di aver già sentito e un’ottima trama da presentarmi!

E’ un tipo piuttosto enigmatico, ottimo per tenere viva l’attenzione e per farsi tremila film su come andrà a finire. Io personalmente credo di aver cambiato versione almeno 6-7 volte nel corso della storia. E in ogni caso non ci avevo azzeccato manco per niente. Sarà che non è facile abbattere la mia autostima, ma questi miei personali fallimenti nel decodificare la verità mi fanno stranamente sempre molto piacere!

La trama riportata sul retro copertina è curiosa e diversa dal solito, credo che anche questo abbia fatto la sua parte:

“Viktor Larenz è un ricco e brillante psichiatra di Berlino, reso celebre dalle sue frequenti apparizioni televisive. La sua vita però va improvvisamente in frantumi quando la figlia dodicenne Josy, affetta da una malattia sconosciuta, scompare senza lasciare traccia durante una visita nello studio del dottore che l’ha in cura. Viktor la cerca ovunque senza mai rassegnarsi, sacrificando la carriera e il matrimonio. Quattro anni dopo, mentre si trova bloccato su un’isola a causa di una tempesta, l’uomo riceve la visita di un’enigmatica e inquietante scrittrice di libri per l’infanzia, Anna Spiegel. La donna vuole assolutamente entrare in terapia con lui perché in qualche modo è perseguitata dai suoi personaggi, che hanno la capacità di diventare reali. Uno di essi, in particolare, somiglia in modo impressionante a Josy: si tratta di Charlotte, la protagonista del suo ultimo romanzo, che ha gli stessi sintomi della piccola e deve sfuggire a un’identica minaccia. Ma chi è davvero Anna Spiegel? Le sue allucinazioni sono il semplice frutto di una mente schizofrenica o nascondono indizi che potranno aiutare Viktor a risolvere il mistero della scomparsa della sua bambina?”

Il testo è molto scorrevole e in ogni caso la pensata di usare i capitoli come conto alla rovescia dei giorni verso la verità spinge a divorare le pagine come se non ci fosse un domani! No dico l’ho prestato a mia nonna per farle passare un po’ di tempo e me l’ha ridato il giorno dopo chiedendomi se ne avevo un altro come questo. E ho detto tutto!

Buona lettura

Anima.

Link:
Sebastian Fitzek
La terapia su Feltrinelli

Phobia

Torno dopo questa nuova lunga lunga assenza per presentare, per una volta, un libro di recente pubblicazione: dal 10 settembre 2014 è infatti presente sugli scaffali delle librerie italiane Phobia di Wulf Dorn.

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Per chi ha avuto modo di leggere qualche mio vecchio post saprà bene che le mie aspettative quando fiuto nell’aria un nuovo romanzo di Wulf sono a dir poco alle stelle.

Non dirò che Phobia è stato all’altezza, mentirei non solo a voi, ma in primis a me stessa, c’è però anche da considerare che il livello raggiunto con i primi romanzi è davvero difficile da eguagliare.

Phobia è senza dubbio un ottimo thriller psicologico, con quel giusto equilibrio di mistero, di ansia e di pippe mentali (pardon non trovo termine che renda meglio l’idea!).

Come sempre intanto vi lascio alla trama:

“Londra, una notte di dicembre nel quartiere di Forest Hill. L’automobile del marito nel vialetto di casa. La chiave nella toppa. I passi che risuonano in corridoio. Rumori familiari per Sarah Bridgewater. Ma l’uomo che trova in cucina non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen. Sostiene di essere Stephen, e conosce delle cose che solo il marito di Sarah può conoscere. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza, né la polizia è preoccupata del fatto che il marito risulti svanito nel nulla. Sarah sa che può contare solo su una persona: l’amico psichiatra Mark Behrend. Con il misterioso sconosciuto ha così inizio un duello psicologico, in cui ogni punto vinto o perso può significare riuscire a sopravvivere o venire brutalmente uccisi…”

Insomma questo figlio di una buona donna sa tutto della famiglia Bridgewater, si comporta come se fosse il marito della donna per una mezza serata e poi fa *puff* lasciando lei a fare la figura della nevrotica con la polizia e ad arrovellarsi il cervello insieme all’amico Mark (psichiatra già comparso in La Psichiatra).

Io personalmente durante la lettura mi sono fatta una marea di film su cosa stesse succedendo (punto a favore, vuol dire che l’ho trovato decisamente stimolante), ma al termine ho dovuto ammettere che la storia, anche se ben scritta, era un tantino lineare.

Davvero intrigante invece è la storia legata a Mark, una descrizione molto vivida e inquietante al punto giusto, che però non viene trattata in questo libro, io immagino per essere affrontata in un prossimo romanzo. Ecco per quello decisamente non vedo l’ora.

Quindi, siete invitati, se ancora non l’avete fatto,  a leggere il libro e a dirmi la vostra sulla storia principale e sulla fantastica apertura in esso inserita ad un probabile prossimo romanzo per cui io ho già iniziato il conto alla rovescia!

Alla prossima

Anima.

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Wulf Dorn
Phobia su Feltrinelli

Follia profonda

Volevo fare la brava, essere equa e democratica nei confronti degli autori che presento, ma proprio non ce la faccio, perdonatemi. Io devo assolutamente tornare a Wulf Dorn e presentarvi anche il suo terzo romanzo, ora, subito, perché è una droga capite? Non posso farci niente!

Il libro che mi sta perseguitando nei sogni (scherzo, dormo che è una meraviglia!) chiedendomi di essere portato alla luce ha un titolo che, come molti di voi avranno pensato leggendo le poche righe fin qui scritte, rispecchia discretamente il mio stato attuale: Follia profonda.

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Il maggior pregio di questo libro è di sfiorare la perfezione di psico-thriller ansiogeno raggiunta da La Psichiatra. Il maggior difetto è di alzare troppo l’asticella delle vostre aspettative per i futuri libri. Secondo me Wulf facendo questi due capolavori si è messo proprio nella merda da solo… Ho detto merda? Oh scusate, mi faccio prendere troppo la mano quando presento i miei cuccioli!

Comunque per iniziare a farvi entrare nella storia, avete presente la mia morbosa ossessione per Wulf Dorn? Ecco, il protagonista del romanzo, di nuovo Jan Forstner (che abbiamo già incontrato ne Il superstite) questa volta è vittima di una stalker come me… no scherzo, ma l’idea sembra sia venuta a Wulf dopo aver trovato una rosa davanti alla porta della sua stanza d’albergo, un gesto che raramente viene fatto verso un uomo e che lo ha un po’ inquietato. Per chi se lo stesse chiedendo, no, non gliel’avevo mandata io, semplicemente uno si era sbagliato numero della stanza, ma che Dio (o chiunque altro) lo benedica per avergli ispirato questo romanzo, di cui ora vi riporto la trama:

“Un mazzo di bellissime rose rosse senza biglietto. Un inquietante disegno sotto il tergicristallo dell’auto… Lo psichiatra Jan Forstner è l’oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All’inizio pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quanto un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardavano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole. E ciò che vuole è lui, Jan, per sempre…”

Abbattiamo lo stereotipo che vede solo le donne vittime di stalking, questo poveraccio si ritrova proprio in una gran brutta storia e sfido qualunque maschietto spavaldo a non sentirsi preda nelle situazioni che… non ho alcuna intenzione di descrivervi perché vi dovete leggere il libro!

A me arrivò in regalo per la laurea triennale in psicologia, in fondo dopo tre anni passati a studiare la mente, come prima cosa il giorno dopo la discussione della tesi non vi leggereste anche voi un bel libro su una pazza omicida?

Buona ansiosissima lettura

Anima.

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Wulf Dorn
Follia profonda su Feltrinelli

Il superstite

Oggi voglio tornare a parlare del mio scrittore preferito, il mio amato Wulf (Dorn).

Vi presento il suo secondo romanzo, Il superstite.

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Qui viene presentato l’oscuro passato di Jan Forstner, uno psichiatra che sarà protagonista anche del terzo libro di Wulf Dorn, Follia Profonda. Come tutti i libri di Wulf non avrete tempo di prendere fiato (fiato mentale, perché credo e mi auguro che tutti voi leggiate in modalità subvocalica) perché sarete trascinati da un mistero dopo l’altro e da un colpo di scena dopo l’altro nella scoperta dell’infanzia e dei meandri della mente del protagonista.

Ma già che dovremo passare in sua compagnia la bellezza di due libri (e chissà che non ritorni un giorno in un altro ancora) direi che è meglio iniziare subito a farci amicizia, per cui a voi la trama de Il Superstite:

“Prima del silenzio. Una notte d’inverno, la strada ghiacciata, neve tutt’intorno, un’auto sbanda, si schianta contro un albero, il guidatore è gravemente ferito. Aveva appuntamento con lo sconosciuto che poche ore prima aveva rapito suo figlio Sven, mentre era fuori casa con il fratello maggiore. Adesso tutto è inutile: l’uomo sa che sta per morire. E sa che anche suo figlio morirà. Dopo il silenzio. Da ventitré anni lo psichiatra Jan Forstner vive con l’angoscia della scomparsa del fratellino. Tutto ciò che gli resta è un registratore che Jan aveva portato con sé la notte in cui erano usciti insieme e dove sono incise le ultime parole di Sven: «Quando torniamo a casa?» E poi il silenzio. E gli incubi che da quella notte non hanno smesso di tormentarlo. La notte in cui il padre è morto in un incidente d’auto.
La vita di Jan si riassume tutta in quella notte: ha studiato psichiatria come suo padre, si è specializzato in criminologia e ora è tornato al punto di partenza: alla Waldklinik, la clinica dove lavorava il padre e dove adesso lavorerà anche lui. Vorrebbe ricominciare a vivere, lasciarsi alle spalle l’incubo, ma quando una paziente della clinica si suicida, Jan si trova coinvolto in un’indagine che svelerà un segreto atroce rimasto sepolto per ventitré anni…”

La Psichiatra resta il mio libro preferito di Wulf Dorn, ma lui non delude mai, sarete divorati dall’ansia in ogni suo libro, quasi come se fosse vostra la storia che sta raccontando. E’ proprio questo che mi piace dei suoi libri, non puoi smettere di leggerli, devi sapere. Quindi se per caso siete dei baldi giovani che stanno affrontando la maturità non compratelo assolutamente, aspettate di essere anche voi superstiti (dell’esame) o addio studio! A tutti gli altri, buona lettura…

Anima.

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Wulf Dorn
Il superstite su Feltrinelli