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Incubo

Tre giorni.
E giusto perché c’è una vita da vivere là fuori.
Il mio primo grande amore, come già annunciato, è tornato alla ribalta con un nuovo romanzo e oserei dire che è tornato finalmente all’altezza di se stesso! Tre giorni, occupando tutti gli spazi di tempo possibili, perché non ci si può fermare.

Sto parlando di Wulf Dorn e il suo nuovo thriller si intitola Incubo.

incubo

Là fuori è pieno di lupi. I più pericolosi sono quelli che sembrano simpatici, innocenti.
E’ l’avvertimento che ci dà Jessica, compagna di reparto del nostro protagonista, Simon, e autrice del disegno che ci fissa dalla copertina. Ma i lupi non sono solo là fuori, sono anche nella nostra testa, lì possiamo incontrare nei nostri peggiori incubi. Questo lo apprenderà da solo Simon una volta uscito dalla clinica.

Ma per la serie “non è mai quello che sembra” molto altro lo dovremo capire da noi sfogliando, leggendo e divorando come lupi ogni singola pagina di questo nuovo romanzo, di cui vi riporto la trama:

“Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso. Ma da allora soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg.”

Come sempre tutti personaggi sono costruiti a regola d’arte e approfonditi in ogni loro sfumatura, con tutti i loro pregi, vizi e difetti, con la loro storia che li accompagna e il loro presente che li caratterizza. Questo, insieme con l’ormai noto ritmo incalzante alla Wulf Dorn, rende la lettura viva e piacevole, per quanto inquietante, per fortuna, sia.

Oh e poi a dirla tutta Wulf ci ha fatto anche un bell’omaggio nominando più volte località italiane nel corso della storia, ci vuole proprio bene, non c’è niente da fa’! Anzi per la cronaca verrà anche a farci visita, presentando Incubo al Salerno Letteratura Festival, al Festival “Dal Mississipi al Po'” di Piacenza e al Festival “Giallo Garda” di Brescia. I fortunati che si trovassero nelle vicinanze me lo salutassero e mi spedissero un autografo!

Buona lettura a tutti…

… e occhio ai lupi.

Anima.

Link:
Wulf Dorn sito ufficiale
Incubo, su Feltrinelli

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Nella mente dell’ipnotista

Capolavoro. Leggetelo.

Oh scusate, dimenticavo le buone maniere!
Buongiorno a tutti, oggi, a pochi minuti dalla fine della lettura, vi presento il nuovo romanzo dei coniugi Lars Kepler: Nella mente dell’ipnotista.

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Il romanzo vede il ritorno dell’ipnotista protagonista del loro primo romanzo, ma, se possibile, messo ancora peggio dell’altra volta!

Il perché ve lo svelerà tra poco la trama, ma vorrei intanto sottolineare la mastria con cui gli scrittori hanno riportato al centro della scena Erik Maria Bark, restando fedeli al personaggio presentato nel primo romanzo, ma riproponendolo in una veste del tutto nuova, imprevedibile e mai banale.
I coniugi Lars Kepler non hanno però di certo dimenticato di aggiornarci sulla vita del nostro amico Joona Linna, che avevamo lasciato in sospeso nel precedente romanzo “L’uomo della sabbia“.
Anche per lui hanno cucito una pelle del tutto nuova, anche se coerente con il percorso che abbiamo potuto seguire lungo la serie di romanzi che l’hanno visto protagonista indiscusso.

Vi lascio ora alla trama così iniziate a capirci qualcosa anche voi:

“Si chiama Erik Maria Bark ed è l’ipnotista più famoso di Svezia. È a lui che si rivolge la polizia quando un testimone è sotto shock e non parla. Adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui: Björn è l’unico a sapere cos’è successo veramente in casa sua, cosa è accaduto a sua moglie, Susanna, e quali siano le tracce che lui stesso ha inavvertitamente cancellato. Sa tutto, ma non riesce a ricordare. E Björn deve ricordare, in fretta. Perché Susanna è solo l’ultima vittima di un killer che sta terrorizzando Stoccolma e che presto colpirà di nuovo. Il killer osserva, assedia. Filma tutto e invia il video alla polizia, come per sfidare le forze dell’ordine. Poi entra in casa, insegue le vittime stanza dopo stanza, e uccide. Perché è la morte in persona, e ha la certezza di essere inafferrabile. Erik Maria Bark è l’unica persona in grado di scovare, nella mente di Björn, degli indizi che permettano di fermare la strage. Quello che Erik non sa è che durante l’ipnosi emergeranno dei dettagli che lo riguardano. Dettagli del suo passato. Dettagli incriminanti. Quello che Erik non sa è che l’unica persona che si fidava di lui, l’unico poliziotto capace di raccogliere la sfida del killer, non può più aiutarlo. Il poliziotto si chiama Joona Linna ed è scomparso nel nulla da un anno. È stato dichiarato morto dalle autorità. E l’ipnotista deve affrontare da solo l’orrore che si annida nella sua stessa mente.”

Personalmente credo che non sia mai esistita al mondo trama più fuorviante di questa, ma forse è anche grazie a questo che il romanzo risulta assolutamente sorprendente in ogni sua parte.

Ambienti, personaggi, fatti e ipotesi si susseguono trasformandosi e lasciando posto ad altri con ritmo incalzante, che spinge a divorare il libro in pochi giorni, ma nonostante questo, al termine, vi sembrerà che sia durato settimane per la varietà e la ricchezza dei diversi scenari che avrete incontrato lungo questo percorso verso la verità.

Una verità che sfido a riconoscere in anticipo.

Insomma non so se si è capito, ma credo che “Nella mente dell’ipnotista” abbia scalato la mia personale classifica dei più bei romanzi di Lars Kepler, e forse anche dei più bei romanzi thriller in generale, restando secondo forse solo al mio beniamino Wulf Dorn con “La psichiatra“!

Se non temessi per la rovina totale della storia come fu per L’ipnotista pregherei per l’uscita del film!

Ma intanto pensiamo a quello che abbiamo, quindi buona lettura!

Anima.

Link:
Lars Kepler
Nella mente dell’ipnotista su Feltrinelli

L’uomo della sabbia

Come anticipato e promesso nell’ultimo articolo, dedicato a La testimone del fuoco, sono tornata con uno dei miei libri preferiti di Lars Kepler: L’uomo della sabbia.

L'uomo della sabbia

Non so voi, ma io non conoscevo al momento della lettura chi fosse nelle fiabe popolari “l’uomo della sabbia”, o Sandman, per cui il libro mi è valso sia come thriller mozza fiato, sia come favoletta per la buonanotte… e che buonanotte!

In ogni caso visto che ora so dell’esistenza di questo mito vi spaccerò la mia sapienza dicendovi che non si tratta altro che di un omino del sonno, che di notte passa nelle case di tutti i bambini a spargere sui loro occhi della sabbia magica per fargli fare sogni felici.

E voi vi chiederete (o almeno mi auguro che lo facciate): ma cosa c’entra una credenza assimilabile al topolino dei denti o a Babbo Natale con un thriller dove si presume la gente faccia una brutta fine più che dei bei sogni? Ma dovreste aver ormai imparato che non sono qui per togliere dubbi, quanto per farveli venire!

Quindi torniamo al punto forte del romanzo, il serial killer di turno, che in questo libro è costruito in modo magistrale dai coniugi “Lars Kepler”, tanto che, nonostante sia già bello che rinchiuso in isolamento, riesce da solo a reggere le 524 pagine che compongono il libro.

Come questo sia possibile ve lo spiega la trama:

“Nel cuore di una notte d’inverno in cui la neve ricopre interamente Stoccolma, un ragazzo cammina lungo i binari di un ponte ferroviario sospeso sul ghiaccio, in direzione del centro. Perde sangue da una mano ed è in gravissimo stato di shock: nel suo delirio febbricitante, parla di un misterioso uomo della sabbia. Il ragazzo si chiama Mikael e risulta scomparso da dodici anni. Da sette è stato ufficialmente dichiarato morto. All’epoca dei fatti, dopo lunghe ricerche, tutti hanno preferito credere che Mikael fosse annegato insieme alla sorellina, Felicia, scomparsa lo stesso giorno, sebbene i corpi non siano mai stati trovati. Tutti tranne il commissario Joona Linna. Lui ha sempre saputo che i due fratelli sono tra le numerose vittime del più spietato serial killer svedese, Jurek Walter, l’uomo che lui stesso ha catturato anni prima. Da allora Jurek Walter è detenuto in regime di isolamento nell’unità di massima sicurezza dell’ospedale psichiatrico Lowenstromska. Non può parlare con nessuno ed è costantemente sedato, ma niente riesce a domarlo. Il male che abita in lui è animato da una furia incontrollabile. Con il ritorno di Mikael, però, tutto cambia. Nessun caso può considerarsi chiuso. E Felicia potrebbe essere ancora viva… L’unico a sapere la verità è Walter, l’unico uomo forse in grado di essere più pericoloso dietro le sbarre che da libero. Qualcuno deve introdursi nell’ospedale e conquistarsi la fiducia del serial killer, sperando di indurlo a parlare. E, soprattutto, sperando di sopravvivergli…”

E così si aggiunge anche un altro pezzettino della storia passata dell’immancabile Joona Linna che si sta costruendo piano piano nel succedersi dei romanzi…

Vi ho messo almeno un po’ di curiosità? Spero di sì! In tal caso andate e leggetene tutti!

A presto

Anima.

ps. Vi do una recentissima notizia a me molto gradita, ma che spero lo sia anche per voi: a gennaio 2015 esce il nuovo romanzo di Lars Kepler: Stalker, per noi italiani “Nella mente dell’ipnotista“.

Link:
Lars Kepler
L’uomo della sabbia su Feltrinelli