Non è lui

Bentornati ai Libri dell’Anima, ma soprattutto ben tornata a me!
Mi scuso per la lunga assenza, ma sono passata per un lungo esame di stato e per due libri che non avevo alcuna voglia di raccomandarvi!

Per fortuna è arrivata in mio soccorso la valorosa Sophie Hannah, che finora non mi ha mai delusa! Non è lui il libro di cui parlo, cioè sì è lui, ma il titolo è “Non è lui“, ci siamo capiti no?

non è lui

Per la serie “c’ho capito tutto e invece non c’ho capito niente”, Sophie Hannah ci trasporta come suo solito negli oscuri meandri dei segreti di famiglia.
C’è chi ha gli scheletri nell’armadio e chi i morti nella vasca da bagno, ma fatto sta che nessuna famiglia è perfetta, tanto meno quelle che lo sembrano in tutto e per tutto!

E così meglio che vi lasci alla trama prima di spifferarvi più del dovuto:

“È sera. Sally Thorning ha appena messo a letto i bambini. Sta guardando la televisione con il marito quando all’improvviso riconosce un nome che non avrebbe più voluto sentire: Mark Bretherick. La notizia è dell’ultima ora. L’uomo ha appena perso la moglie e la figlia. Sono state trovate morte, si sospetta un omicidio-suicidio. Un brivido le percorre la schiena: Sally conosce Mark Bretherick. Quell’uomo è il suo unico segreto, l’unica macchia nella sua vita di moglie e madre perfetta. Con lui ha tradito, ma ha giurato a se stessa di non farlo mai più. Sullo schermo scorrono le foto della donna e della bambina, la voce fuori campo racconta i dettagli della vita di Mark. Tutto corrisponde, tranne l’aspetto. Sally è senza parole… quell’uomo dal viso stravolto non è Mark Bretherick. Ne è sicura: non è lui.”

Accanto ad una Sally Thorning indaffarata a capirci qualcosa, la nostra immancabile squadra composta da Simon, Charlie, Sam, l’omino di neve e così via! Indaffaratevi pure voi e vedete chi fa prima a risolvere il puzzle! Io lo ammetto, non ci sono riuscita, ma è pur vero che l’arte di ribaltare tutto nelle ultime pagine mette a dura prova i miei anni di lettura di thriller!

Buona lettura ai lettori…

Anima.

Link:
Sophie Hannah official site
Non è lui Feltrinelli

ps. Quasi dimenticavo… Lui, l’unico e inimitabile, il mio primo amore, insomma Wulf Dorn torna a maggio nelle nostre librerie con un nuovo thriller: Incubo. Per maggiori informazioni vi rimando al suo sito ufficiale: http://www.wulfdorn.net/offsite-2/Italiano/index.html

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Il segreto della libreria sempre aperta

Dopo tanto tempo torno con un libro diverso da tutte le precedenti presentazioni per dimostrare la mia grande apertura verso altri generi! Ovviamente la verità è che ero rimasta senza libri e non avevo tempo e soldi per andarmene a rimediare uno della lunga lista di titoli che aspetto di leggere, così mi sono semplicemente fatta prestare un libro.
Dopo un’accurata lettura delle trame disponibili e un’altrettanto accurata selezione il vincitore ne è risultato “Il segreto della libreria sempre aperta” di Robin Sloan.

segreto libreria sempre aperta

Ed è stato vincitore in tutti i sensi perché si è rivelato davvero un bel libro, scorrevole e appassionante, con personaggi particolari e ben caratterizzati e una trama, se non particolarmente complessa, piuttosto originale nei contenuti.

Il romanzo unisce infatti al classico mistero legato ad un antico codice da decriptare, il vasto mondo dell’informatica e del web, e con essi muove da un lato i misteriosi personaggi legati a sette e antiche tradizioni e dall’altro stravaganti creatori e brillanti imprenditori che popolano il mondo moderno.

Insomma una piacevole scoperta che voglio condividere con voi a partire dalla trama che mi ha spinto a leggere questo libro:

“La crisi ha centrifugato Clay Jannon fuori dalla sua vita di rampante web designer di San Francisco, e la sua innata curiosità, la sua abilità ad arrampicarsi come una scimmia su per le scale, nonché una fortuita coincidenza l’hanno fatto atterrare sulla soglia di una strana libreria, dove viene immediatamente assunto per il turno… di notte. Ma dopo pochi giorni di lavoro, Clay si rende conto che la libreria è assai più bizzarra di quanto non gli fosse sembrato all’inizio. I clienti sono pochi, ma tornano in continuazione e soprattutto non comprano mai nulla: si limitano a consultare e prendere in prestito antichi volumi collocati su scaffali quasi irraggiungibili. È evidente che il negozio è solo una copertura per qualche attività misteriosa… Clay si butta a capofitto nell’analisi degli strani comportamenti degli avventori e coinvolge in questa ricerca tutti i suoi amici più o meno nerd, più o meno di successo, fra cui una bellissima ragazza, geniaccio di Google… E quando alla fine si decide a confidarsi con il proprietario della libreria, il signor Penumbra, scoprirà che il mistero va ben oltre i confini angusti del negozio in cui lavora…”

Se non siete amanti del genere fate come me, fregatevene e provate, non si sa mai cosa si può scoprire, in tutti i sensi!

Anima.

Link:
Robin Sloan
Il segreto della libreria sempre aperta su Feltrinelli

Le streghe

Oggi voglio presentarvi un libro a cui sono molto affezionata da praticamente sempre.
E’ stato il primo libro che nella mia vita ho deciso di ri-leggere, io che questa abitudine non l’ho mai avuta molto.
La prima volta che lo lessi dovevo avere sui 10 anni, a giudicare dal prezzo in lire scritto sul retro della copertina, la seconda volta frequentavo le scuole medie, lo lessi tutto di seguito una domenica mattina ad alta voce a mio fratello sdraiato nel mio letto, poi ancora una volta durante le scuole superiori e medito di rileggerlo ora, al termine della mia formazione universitaria. Insomma, mi accompagna da sempre. Penso che non si parlerebbe così neanche di libri come Siddharta, ma ognuno ha il suo debole, a me piacciono le streghe e tornare un po’ bambina!

Sì, perchè “Le streghe” di Roald Dahl è un romanzo per bambini, ma a mio avviso merita il suo posto nello scaffale dei migliori libri sulle streghe!

le_streghe_dahl

Il libro viene pubblicato la prima volta nel 1983 e nel 1990 la Warner Bros distribuisce il film da esso tratto: “Chi ha paura delle streghe?”. La storia parla di un bambino, il cui nome non viene mai riportato nel romanzo, orfano, che vive con la nonna, la quale gli racconta storie sulle streghe, ricche di dettagli per riconoscerle, informazioni che gli torneranno utili quando un’estate le incontrerà davvero per la prima volta.

Forse per mettere un po’ in guardia più persone possibili questa descrizione viene mostrata già nella trama del libro, che ora vi riporto:

“Un racconto inquietante che vi farà sapere chi sono le vere streghe. Non quelle delle fiabe, sempre scarmigliate e a cavallo di una scopa, ma quelle elegantissime, somiglianti a certe signore che probabilmente già conoscete. Come fare a individuarle? Bisogna stare attenti a chi porta sempre i guanti, a chi si gratta la testa, a chi si toglie le scarpe a punta sotto il tavolo e a chi ha i denti azzurrini, perché tutto ciò serve a nascondere gli artigli, i crani calvi, i piedi quadrati, la saliva blu mirtillo: tutti segni distintivi delle vere streghe. Sapendo questo potrete evitare di venir trasformati in topi!”

Ora che anche a voi è stato svelato il segreto pensateci bene… avete qualche strega tra le vostre conoscenze?

Tenete gli occhi aperti e leggetene tutti!

Anima.

Link:
Roald Dahl
Le streghe su Feltrinelli

La terapia

Ne avremmo bisogno tutti, si sa.

No ok, anche questa volta l’articolo non ha affatto fini psicologici, volevo come sempre presentarvi semplicemente un libro. E’ stata per me una piacevole scoperta e, chissà, magari sarà anche un futuro affidabile fornitore di thriller psicologici per la sottoscritta!

Si tratta di Sebastian Fitzek e il libro che vi presento è “La terapia“.

la terapia

L’amico Fitz(tek) è un autore tedesco che pubblica in Italia dal 2007 e “La terapia” è il suo primo romanzo uscito qui da noi. Ovviamente tutto ciò non lo sapevo quando l’ho visto lì sullo scaffale della libreria, aveva semplicemente un nome che mi ispirava e che mi pareva di aver già sentito e un’ottima trama da presentarmi!

E’ un tipo piuttosto enigmatico, ottimo per tenere viva l’attenzione e per farsi tremila film su come andrà a finire. Io personalmente credo di aver cambiato versione almeno 6-7 volte nel corso della storia. E in ogni caso non ci avevo azzeccato manco per niente. Sarà che non è facile abbattere la mia autostima, ma questi miei personali fallimenti nel decodificare la verità mi fanno stranamente sempre molto piacere!

La trama riportata sul retro copertina è curiosa e diversa dal solito, credo che anche questo abbia fatto la sua parte:

“Viktor Larenz è un ricco e brillante psichiatra di Berlino, reso celebre dalle sue frequenti apparizioni televisive. La sua vita però va improvvisamente in frantumi quando la figlia dodicenne Josy, affetta da una malattia sconosciuta, scompare senza lasciare traccia durante una visita nello studio del dottore che l’ha in cura. Viktor la cerca ovunque senza mai rassegnarsi, sacrificando la carriera e il matrimonio. Quattro anni dopo, mentre si trova bloccato su un’isola a causa di una tempesta, l’uomo riceve la visita di un’enigmatica e inquietante scrittrice di libri per l’infanzia, Anna Spiegel. La donna vuole assolutamente entrare in terapia con lui perché in qualche modo è perseguitata dai suoi personaggi, che hanno la capacità di diventare reali. Uno di essi, in particolare, somiglia in modo impressionante a Josy: si tratta di Charlotte, la protagonista del suo ultimo romanzo, che ha gli stessi sintomi della piccola e deve sfuggire a un’identica minaccia. Ma chi è davvero Anna Spiegel? Le sue allucinazioni sono il semplice frutto di una mente schizofrenica o nascondono indizi che potranno aiutare Viktor a risolvere il mistero della scomparsa della sua bambina?”

Il testo è molto scorrevole e in ogni caso la pensata di usare i capitoli come conto alla rovescia dei giorni verso la verità spinge a divorare le pagine come se non ci fosse un domani! No dico l’ho prestato a mia nonna per farle passare un po’ di tempo e me l’ha ridato il giorno dopo chiedendomi se ne avevo un altro come questo. E ho detto tutto!

Buona lettura

Anima.

Link:
Sebastian Fitzek
La terapia su Feltrinelli

Nella mente dell’ipnotista

Capolavoro. Leggetelo.

Oh scusate, dimenticavo le buone maniere!
Buongiorno a tutti, oggi, a pochi minuti dalla fine della lettura, vi presento il nuovo romanzo dei coniugi Lars Kepler: Nella mente dell’ipnotista.

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Il romanzo vede il ritorno dell’ipnotista protagonista del loro primo romanzo, ma, se possibile, messo ancora peggio dell’altra volta!

Il perché ve lo svelerà tra poco la trama, ma vorrei intanto sottolineare la mastria con cui gli scrittori hanno riportato al centro della scena Erik Maria Bark, restando fedeli al personaggio presentato nel primo romanzo, ma riproponendolo in una veste del tutto nuova, imprevedibile e mai banale.
I coniugi Lars Kepler non hanno però di certo dimenticato di aggiornarci sulla vita del nostro amico Joona Linna, che avevamo lasciato in sospeso nel precedente romanzo “L’uomo della sabbia“.
Anche per lui hanno cucito una pelle del tutto nuova, anche se coerente con il percorso che abbiamo potuto seguire lungo la serie di romanzi che l’hanno visto protagonista indiscusso.

Vi lascio ora alla trama così iniziate a capirci qualcosa anche voi:

“Si chiama Erik Maria Bark ed è l’ipnotista più famoso di Svezia. È a lui che si rivolge la polizia quando un testimone è sotto shock e non parla. Adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui: Björn è l’unico a sapere cos’è successo veramente in casa sua, cosa è accaduto a sua moglie, Susanna, e quali siano le tracce che lui stesso ha inavvertitamente cancellato. Sa tutto, ma non riesce a ricordare. E Björn deve ricordare, in fretta. Perché Susanna è solo l’ultima vittima di un killer che sta terrorizzando Stoccolma e che presto colpirà di nuovo. Il killer osserva, assedia. Filma tutto e invia il video alla polizia, come per sfidare le forze dell’ordine. Poi entra in casa, insegue le vittime stanza dopo stanza, e uccide. Perché è la morte in persona, e ha la certezza di essere inafferrabile. Erik Maria Bark è l’unica persona in grado di scovare, nella mente di Björn, degli indizi che permettano di fermare la strage. Quello che Erik non sa è che durante l’ipnosi emergeranno dei dettagli che lo riguardano. Dettagli del suo passato. Dettagli incriminanti. Quello che Erik non sa è che l’unica persona che si fidava di lui, l’unico poliziotto capace di raccogliere la sfida del killer, non può più aiutarlo. Il poliziotto si chiama Joona Linna ed è scomparso nel nulla da un anno. È stato dichiarato morto dalle autorità. E l’ipnotista deve affrontare da solo l’orrore che si annida nella sua stessa mente.”

Personalmente credo che non sia mai esistita al mondo trama più fuorviante di questa, ma forse è anche grazie a questo che il romanzo risulta assolutamente sorprendente in ogni sua parte.

Ambienti, personaggi, fatti e ipotesi si susseguono trasformandosi e lasciando posto ad altri con ritmo incalzante, che spinge a divorare il libro in pochi giorni, ma nonostante questo, al termine, vi sembrerà che sia durato settimane per la varietà e la ricchezza dei diversi scenari che avrete incontrato lungo questo percorso verso la verità.

Una verità che sfido a riconoscere in anticipo.

Insomma non so se si è capito, ma credo che “Nella mente dell’ipnotista” abbia scalato la mia personale classifica dei più bei romanzi di Lars Kepler, e forse anche dei più bei romanzi thriller in generale, restando secondo forse solo al mio beniamino Wulf Dorn con “La psichiatra“!

Se non temessi per la rovina totale della storia come fu per L’ipnotista pregherei per l’uscita del film!

Ma intanto pensiamo a quello che abbiamo, quindi buona lettura!

Anima.

Link:
Lars Kepler
Nella mente dell’ipnotista su Feltrinelli

Il grido del gabbiano

Ho deciso di tornare con un libro un po’ datato (1994), ma per me in rilettura negli ultimi mesi. L’avevo letto per la prima volta quando ero ancora alle scuole medie, mi ha aperto un mondo, ma la mia memoria è quella che è, quindi ho pensato, prima di presentarvelo, di rinfrescare un po’ la memoria.

Il libro in questione è “Il grido del gabbiano” di Emmanuelle Laborit.

ilgridodelgabbiano

Il libro è l’autobiografia dell’autrice, scrittrice e attrice francese, nata sorda.

L’infanzia è segnata dall’assenza del linguaggio, se non per quelle “grida del gabbiano”. Nella mente niente parole o frasi, il pensiero è fatto di immagini e voglia di designare, di indicare, Emmanuelle riesce a comunicare solo con la madre, attraverso un linguaggio definito dall’autrice “ombelicale”.

Come per molti bambini nati sordi, passaggio obbligato è a quei tempi l’uso dell’apparecchio acustico, con la speranza che un giorno riuscirà a sentire, che parlerà, ma c’è solo rumore e lo sviluppo del linguaggio è lento e “tiffiti”, come diceva l’Emmanuelle bambina, difficile.

Ma la cosa che più mi stupisce del racconto dell’autrice è la sua idea sul suo futuro: “Emmanuelle è sorda. Emmanuelle è diversa. Emmanuelle non diventerà mai grande. Resterà piccola. Tutta la vita”. E’ il pensiero di una bambina sorda che ha visto e conosciuto solo altri bambini sordi nella classe speciale della sua scuola materna. Mai nessun adulto con l’apparecchio acustico. I bambini sordi quindi non diventano mai grandi, moriranno così, da piccoli, è questa la sua conclusione di bambina tagliata fuori dalla comunità sorda.

Sarà il padre, guidato dalla sua incontenibile voglia di riuscire a comunicare con sua figlia, che la introdurrà al suo mondo fatto di gesti, di segni e di adulti senza l’apparecchio, ma sordi proprio come lei: un laboratorio di comunicazione gestuale genitori-figli.

Il primo immenso progresso è capire che esiste “Emmanuelle” e che “Emmanuelle” ed “io” sono la stessa persona, Emmanuelle acquisisce finalmente un’identità.

Quello che vi ho descritto finora è solo l’inizio di un lungo percorso, ricco di scoperte, di conquiste, ma anche di ostacoli e di ribelli lotte per l’affermazione di se stessa e di tutta la comunità sorda, che parte dall’adolescenza e arriva all’età adulta.

Consiglio vivamente di leggere questo libro (purtroppo fuori catalogo, ma potete cercarlo in biblioteca, o usato, o in pdf) e di compiere un primo passo in questo mondo che non ci appartiene e che a volte fatichiamo a capire, perché solo la conoscenza libera dal pregiudizio.

Anima.

Emmanuelle Laborit su Wikipedia
Il grido del gabbiano

Con gli occhi del “mostro”

Avrei voluto scrivere un articolo in questo periodo per cogliere l’occasione e fare a tutti degli oscuri auguri di Natale, ma purtroppo sono stata piuttosto impegnata e non ho finito di leggere nessun libro.

Quindi oggi, appena di ritorno da una gelida giornata per le strade di Roma, mentre ascoltavo per la prima volta l’appropriatissima “DisumanaMente” de La Menade, ho pensato… ma perché non fare lo stesso un articolo e consigliare per una volta qualcosa di assolutamente alla portata di tutti?

E’ così che voglio portarvi alla conoscenza di una serie di racconti dal titolo “Con gli occhi del mostro” disponibili online sul neonato blog Storie dal cassetto.

La serie comprende attualmente quattro racconti:

L’autrice, Sara Fabrizi, ci mostra il mondo, come da titolo, con gli occhi del “mostro”, appropriatamente virgolettato in quanto inteso come l’uomo in preda ai suoi istinti più devianti, ma pur sempre istinti umani e deboli, sintomo di malessere e disagio, ma mai di quella che viene oggi banalmente definita dalla cronaca indole malvagia.

Vi invito quindi oggi tutti, economicamente stremati come sarete dalle spese natalizie, a risparmiare sull’acquisto di altri libri e di spendere qualche minuto a spasso nella rete e nella mente umana.

Buona lettura e buone feste

Anima.

Link:
Sara Fabrizi
Storie dal cassetto