Nella mente dell’ipnotista

Capolavoro. Leggetelo.

Oh scusate, dimenticavo le buone maniere!
Buongiorno a tutti, oggi, a pochi minuti dalla fine della lettura, vi presento il nuovo romanzo dei coniugi Lars Kepler: Nella mente dell’ipnotista.

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Il romanzo vede il ritorno dell’ipnotista protagonista del loro primo romanzo, ma, se possibile, messo ancora peggio dell’altra volta!

Il perché ve lo svelerà tra poco la trama, ma vorrei intanto sottolineare la mastria con cui gli scrittori hanno riportato al centro della scena Erik Maria Bark, restando fedeli al personaggio presentato nel primo romanzo, ma riproponendolo in una veste del tutto nuova, imprevedibile e mai banale.
I coniugi Lars Kepler non hanno però di certo dimenticato di aggiornarci sulla vita del nostro amico Joona Linna, che avevamo lasciato in sospeso nel precedente romanzo “L’uomo della sabbia“.
Anche per lui hanno cucito una pelle del tutto nuova, anche se coerente con il percorso che abbiamo potuto seguire lungo la serie di romanzi che l’hanno visto protagonista indiscusso.

Vi lascio ora alla trama così iniziate a capirci qualcosa anche voi:

“Si chiama Erik Maria Bark ed è l’ipnotista più famoso di Svezia. È a lui che si rivolge la polizia quando un testimone è sotto shock e non parla. Adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui: Björn è l’unico a sapere cos’è successo veramente in casa sua, cosa è accaduto a sua moglie, Susanna, e quali siano le tracce che lui stesso ha inavvertitamente cancellato. Sa tutto, ma non riesce a ricordare. E Björn deve ricordare, in fretta. Perché Susanna è solo l’ultima vittima di un killer che sta terrorizzando Stoccolma e che presto colpirà di nuovo. Il killer osserva, assedia. Filma tutto e invia il video alla polizia, come per sfidare le forze dell’ordine. Poi entra in casa, insegue le vittime stanza dopo stanza, e uccide. Perché è la morte in persona, e ha la certezza di essere inafferrabile. Erik Maria Bark è l’unica persona in grado di scovare, nella mente di Björn, degli indizi che permettano di fermare la strage. Quello che Erik non sa è che durante l’ipnosi emergeranno dei dettagli che lo riguardano. Dettagli del suo passato. Dettagli incriminanti. Quello che Erik non sa è che l’unica persona che si fidava di lui, l’unico poliziotto capace di raccogliere la sfida del killer, non può più aiutarlo. Il poliziotto si chiama Joona Linna ed è scomparso nel nulla da un anno. È stato dichiarato morto dalle autorità. E l’ipnotista deve affrontare da solo l’orrore che si annida nella sua stessa mente.”

Personalmente credo che non sia mai esistita al mondo trama più fuorviante di questa, ma forse è anche grazie a questo che il romanzo risulta assolutamente sorprendente in ogni sua parte.

Ambienti, personaggi, fatti e ipotesi si susseguono trasformandosi e lasciando posto ad altri con ritmo incalzante, che spinge a divorare il libro in pochi giorni, ma nonostante questo, al termine, vi sembrerà che sia durato settimane per la varietà e la ricchezza dei diversi scenari che avrete incontrato lungo questo percorso verso la verità.

Una verità che sfido a riconoscere in anticipo.

Insomma non so se si è capito, ma credo che “Nella mente dell’ipnotista” abbia scalato la mia personale classifica dei più bei romanzi di Lars Kepler, e forse anche dei più bei romanzi thriller in generale, restando secondo forse solo al mio beniamino Wulf Dorn con “La psichiatra“!

Se non temessi per la rovina totale della storia come fu per L’ipnotista pregherei per l’uscita del film!

Ma intanto pensiamo a quello che abbiamo, quindi buona lettura!

Anima.

Link:
Lars Kepler
Nella mente dell’ipnotista su Feltrinelli

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2 pensieri su “Nella mente dell’ipnotista”

  1. E’ sempre bello leggere i tuoi post, per quanto riguarda il libro, mi fa piacere che c’è comunque uno scenario di base legato al precedente libro, che per altro come tu sai ho letto…
    oppena lo leggerò comunque lo scoprirai, perché arriverà immancabilmente la mia pseudo rece ^___^

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