Non l’ho mai detto

Bentornata a me!
Le distanze tra gli articoli si stanno sempre più allungando, lo so, ma in compenso sono immersa in una nuova sessione di lettura, che mi porterà presto a recensire un nuovo thriller e più in là, finalmente, un nuovo libro sulle streghe! Sempre che se lo meritino, s’intende.

Oggi voglio invece presentarvi un altro capolavoro di Sophie Hannah: Non l’ho mai detto.

non l'ho mai detto

Se il nome dell’autrice vi suona familiare è perché l’abbiamo già incontrata tempo fa con La culla buia, che resta sempre al top della mia personalissima classifica dei suoi libri.

Qui ci troviamo di fronte ad un tipo di narrazione completamente diverso, decisamente più simile ai classici thriller psicologici, con le loro pippe mentali e l’immancabile ritmo incalzante.

Protagonista è Amber, madre adottiva di due bambine, figlie della sua migliore amica morta in un incendio, che si rivolge ad un’ipnotista per risolvere i suoi problemi d’insonnia e si ritrova a blaterare strane frasi connesse proprio al suo omicidio.

La storia insomma è parecchio incasinata, vi farà sospettare di svariati personaggi, perché i personaggi sono davvero svariati… se pensate di leggerlo a mozzichi e bocconi, come si suol dire, siete fuori strada, come minimo dovreste appuntarvi nomi e relazioni per non tornare ogni volta alle pagine precedenti per rinfrescarvi la memoria (Ahimè, parlo per esperienza personale).

Ma ora vi lascio alla trama completa:

“Amber Hewerdine è una madre perfetta. Nessuno meglio di lei sa prendersi cura di Dinah e Nonie. Due bambine adorabili, anche loro perfette. Le figlie che ogni madre vorrebbe per sé. Ma non sono sue. Dinah e Nonie sono figlie di Sharon, la migliore amica di Amber, morta un anno prima nell’incendio doloso della sua casa. A lei Amber aveva fatto una promessa: prendersi cura di loro, amarle come una madre. Quando Amber decide di rivolgersi a una terapeuta per risolvere il problema d’insonnia che la tormenta da qualche mese, è sfiduciata e scettica. Non si aspetta nulla. Non si aspetta di sussurrare, durante l’ipnosi, una frase sconnessa e apparentemente insensata, che la collega alla morte di Sharon. Quelle poche, fatali parole non significano niente per lei, ma sconvolgono la sua esistenza. La costringono ad abbandonare una vita che non lascia mai spazio al dubbio e a chiedersi chi è veramente: una madre perfetta o un’assassina inconsapevole e spietata? La risposta è celata in un mondo fatto di ombre e silenzi, in cui la forza di un trauma antico torna a vivere nel presente. Un mondo che ben presto sfugge al controllo di Amber, sospesa tra conscio e inconscio, colpa e innocenza. Eppure la soluzione va trovata subito, perché, due ore dopo, la polizia ferma Amber sospettandola di omicidio. Ricercare la verità, per il detective Simon Waterhouse e sua moglie Charlie Zailer, è come calarsi in un pozzo scuro, dove si nascondono i segreti sepolti della famiglia di Amber. E la luce, in cima, è sempre più distante e deformata da un caleidoscopio che distorce l’amore in gelosia, la rabbia in odio, il risentimento in vendetta… Fino a che il buio inghiottirà ogni cosa.”

Forse non è stato uno dei finali che ho amato di più, ma shhhh, io non l’ho mai detto! In fondo ognuno ha le sue aspettative, magari le vostre sono state o saranno soddisfatte… Anzi, fatemelo sapere!

Buona lettura ai lettori.

Anima.

Link:
Sophie Hannah
Non l’ho mai detto su Feltrinelli

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2 pensieri su “Non l’ho mai detto”

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