Ehi, prof!

Ci fu un periodo della mia vita in cui ero abbastanza convinta che un giorno avrei fatto l’insegnante, non sapevo bene di cosa, ma l’avrei fatta. Così ero naturalmente attratta anche da tutto ciò che parlava di insegnamento, dai film a, ovviamente, i libri.

Il primo a cadere nelle mie grinfie fu Ehi, prof! di Frank McCourt.

hey prof

Mi dispiace non poter caricare l’immagine di copertina del libro che ho a casa, che è decisamente più invitante di questa, ma non si trova nei meandri di internet e la sottoscritta non ha uno di quei cellulari super tecnologici di oggi per caricarla.

Ho detto che fu il primo, ebbene fu anche l’unico che mi piacque, motivo per cui si merita di essere da me consigliato oggi. Le successive esperienze di libri scritti da prof mi fecero passare completamente la voglia di leggere questo genere.

Ma Frank è diverso, lui è proprio uno di quei prof che tutti vorrebbero, nonché un bravissimo scrittore, empatico, sarcastico, ironico, quasi comico, ma al contempo timido. Se siete stati alunni modello che simpatizzavano con i prof non avrete difficoltà ad amarlo dal primo momento, se invece siete stati quei classici alunni ribelli o annoiati vedrete in lui il prof che avete sempre desiderato… insomma la vedo proprio dura che a qualcuno non piaccia questo libro!

La trama in ogni caso rende bene l’idea:

“Negli anni Cinquanta, i cieli delle città americane (e anche gli schermi dei relativi cinema) pullulavano di oggetti volanti non identificati. L’oggetto che il primo giorno di scuola attraversa il cielo della classe, sotto gli occhi attoniti del professor Frank McCourt, è invece identificabilissimo – in un panino che l’immancabile mamma italiana ha farcito, a beneficio del suo pupo, con peperoni, cipolla, formaggio fuso e mortadella. Se la prima inquadratura del libro risulta quantomeno inattesa, l’epilogo della sequenza, col professore che raccoglie il panino e lo mangia lentamente davanti alla scolaresca annichilita, è destinato a restare. E a farci vivere il clima delle trentatremila ore di lezione (cifre dell’autore) che McCourt terrà nei tre decenni successivi, in varie scuole – tecniche e non – sparse fra Brooklyn, Manhattan e Staten Island.”

Spero che mettiate da parte l’odio represso per la scuola, o che ritiriate fuori l’amore che avevate per essa, e vi mettiate subito a fare la conoscenza del professor McCourt in “Ehi, prof!”

ps. Girando alla ricerca del sito ufficiale di Frank McCourt, e incappando in un museo e in una scuola a lui dedicati, mi è venuto un dubbio e ho controllato la biografia scoprendo che il professor Frank McCourt ci ha lasciati nel 2009. Ancora più di prima questo post lo dedico a lui.

Anima.

Link:
Frank McCourt su Wikipedia
Ehi, prof! su Feltrinelli 

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