L’ipnotista

Come promesso sono qui per tornare a consigliarvi libri inquietanti e ben lontani dal rosa shocking che ha temporaneamente deviato il mio percorso.

Oggi vi presento L’ipnotista di Lars Kepler (pseudonimo dei coniugi Alexander e Alexandra Ahndoril, cui mi rivolgerò come unica entità), non che abbia bisogno delle mie presentazioni in effetti, ma non vorrei fare del “razzismo” al contrario verso gli autori famosi.

ipnotista

Come fu per La psichiatra, anche L’ipnotista aspettò a lungo la mia decisione di accoglierlo in casa, sembra proprio che, nonostante i miei studi psicologici, io abbia un’inconscia avversione verso i professionisti della mente. Tuttavia questa volta non fu una zia ad arrivare in suo soccorso, ma mi convinsi io stessa a dargli un’occasione. Da quel giorno smisi di farmi troppi problemi nell’acquisto di thriller psicologici (il che mi fece conoscere, ahimè, anche esempi raccapriccianti di “scimmiottamenti” di thriller americani da parte di autori italiani, ma questa è un’altra storia).

La mia fiducia non fu tradita e così oggi Lars Kepler è entrato nella mia personale top dei romanzieri thriller più affidabili, ma passiamo alla trama:

“Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l’8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l’accento finlandese. C’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell’accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l’assassino vuole terminare l’opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C’è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l’ipnosi funziona. Quello che l’ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita.”

Ma questo è niente, voi proprio non immaginate e io proprio non posso parlare! Quindi non resta che leggere leggere e leggere. E sottolineo leggere perchè per chi non lo sapesse esiste anche il film, ma non fatelo, vi prego non fatelo prima di aver letto il libro! Il film è uno di quei film che bisogna vedere dopo per avere il gusto di insultare lo scenografo mani-di-forbice.

E con queste mie calde, davvero calde, raccomandazioni vi saluto.
A presto.

Anima.

Link:
Lars Kepler
L’Ipnotista su Feltrinelli

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3 pensieri su “L’ipnotista”

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